Ultima modifica: 4 Agosto 2017

PERFORMANCE FIERA BOLOGNA – 2013

11 aprile/5 maggio 2013

Il significato della parola «arte», come si sa, non è definibile in maniera univoca ed assoluta. La sua definizione cambia necessariamente nel passaggio da un periodo storico a un altro, da una cultura a un’altra, da una civiltà a un’altra.

Secondo il filosofo Dino Formaggio, molto semplicemente “arte è tutto ciò che gli uomini chiamano arte”.

In una lettera al fratello Theo del 1879 Vincent Van Gogh ha scritto: “A tutt’oggi, non ho trovato miglior definizione dell’arte di questa, L’arte è l’uomo aggiunto alla natura – natura, realtà, verità. Ma col significato, il concetto, il carattere che l’artista sa trarne, che libera e interpreta.”

Nella seconda metà del Novecento alcune correnti delle cosiddette Neoavanguardie artistiche, per esempio la Conceptual Art e il movimento Art & Language, hanno posto al centro della propria riflessione il significato stesso dell’arte, la sua definizione, i suoi caratteri essenziali, i modi del suo funzionamento.

Da tali fondamentali presupposti è nata la performance realizzata dagli studenti della classe 3D nel corso di una recente visita di istruzione alla Fiera d’Arte Contemporanea di Bologna (gennaio 2013). Ciascuno di loro, prendendo spunto dalle ricerche di artisti contemporanei come Joseph Kosuth, Ben Vautier e Gillian Wearing, ha esibito su grandi cartelli la propria definizione di ARTE. Nella stessa occasione hanno chiesto ad alcuni visitatori della Fiera (collezionisti, artisti, mercanti, critici d’arte, direttori di musei, professori, studenti semplici visitatori) quale fosse per loro la prediletta o più soddisfacente definizione di ARTE.

I risultati di tale operazione sono qui rappresentati tramite una selezione delle fotografie più significative scattate in quell’occasione.

Bergamo, 11 aprile 2013

[A cura del Prof. Enrico De Pascale]


 




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