Ultima modifica: 4 Agosto 2017

ARTE E NATURA – condividiamo un’esperienza didattica

Inaugurazione della mostra presso la biblioteca di Treviolo (BG) – a.s. 2013/2014

“BISOGNA SEMPRE SPIEGARGLIELE LE COSE AI GRANDI” si legge nella seconda pagina de Il Piccolo Principe dove l’autore, ancora bambino, sottopone agli adulti l’interpretazione dei suoi primi disegni; e gli adulti, presi dalla necessità di dare un senso razionale, coerente e logico a tutto, perdono la possibilità di afferrare, di interpretare e quindi di capire a fondo, la verità nascosta dietro l’apparenza. Anche la natura, come ogni espressione artistica, da di sé stessa un’immagine esteriore facilmente riconoscibile, ma la sua verità non si legge solo con la conoscenza e con gli occhi, essa può essere apprezzata indagandone la forma, ma anche imparando a guardare sotto la superficie della semplice rappresentazione, ruotandole intorno con circospezione e rispetto, ma anche con curiosità e confidenza. La forma naturale può essere affrontata da molti punti di vista, la si può studiare rigorosamente considerandola nella sua interezza, o smontandola e ricomponendola, astraendola dalla sua concretezza per riconoscerla come allegoria, identificandola come simbolo, eleggendola a metafora di noi stessi e dell’intero mondo che ci circonda, mondo del quale siamo parte integrante.

Dal punto di vista strutturale un albero è quanto di più simile a noi si possa pensare in natura: ha piedi-radici e tronco, braccia-rami, mani e dita-foglie, corpo e testa-chioma; sta ancorato a terra, ma ha il capo tra le nuvole, cresce in altezza, respira, si curva, resiste, sboccia in improvvise primavere e lentamente muore tornando alla terra che lo ha generato. L’immagine universale ed archetipica dell’albero è antropologicamente presente in tutte le culture ed in tutti i tempi, è un’evocazione potente che compare in tutti i testi sacri ed in ogni manifestazione artistica, nelle leggende e nelle fiabe, nel cinema e nella musica: da quello della vita nella Bibbia, a quello d’oro di Klimt, l’albero è manifestazione del sacro, esempio universale di crescita e di evoluzione. Esso rende possibile l’unione del sotto con il sopra, mette in contatto la luce ed il buio, il mondo profondo ed oscuro dell’inconscio con quello luminoso della coscienza, il bene ed il male. L’albero si nutre e dà cibo alle creature viventi con le quali condivide il destino, permette loro di inspirare aria più pura dando, al contempo, respiro all’anima.

Albero, l’albero, il mio albero, l’albero universale: un progetto dei ragazzi del Liceo Artistico Statale di Bergamo alle prese con lo studio della natura e dell’arte, con la scoperta del proprio mondo interiore e del senso della vita, con il piacere del fare e dello sperimentare, con la voglia di comunicare e condividere queste esperienze.

L’unità didattica esposta prende il via dallo studio della teoria della forma e della figurazione (P.Klee), dal concetto di struttura riferito alle forme naturali e si evolve nell’analisi del soggetto “albero” fortemente caratterizzato dal punto di vista strutturale, formale, materico, coloristico e simbolico.

– ALBERO: idea di oggettività di un elemento “se io non avessi mai visto un albero, come me lo spiegheresti?”

– L’ALBERO: il “ritratto dell’albero”, riproduzione in copia da testi di botanica e/o da osservazione diretta del soggetto

– IL MIO ALBERO: “se io fossi un albero…..” – immagine di un’idea interiore – con breve relazione –

– I colori dell’albero, i materiali, le textures, i processi di crescita, la struttura, i particolari – Parte progettuale: individuazione, all’interno della storia dell’arte (pittura, scultura, cinema, letteratura, poesia, ecc.), di esperienze, opere ed immagini significative che esemplifichino il passaggio da una visione puramente formale e rappresentativa, alla possibilità di interpretazioni complesse di natura astratta, simbolica ed allegorica del soggetto – esecutivo L’ALBERO UNIVERSALE: immagine soggettiva che contenga una possibile sintesi significativa dell’intera esperienza.

un progetto dei ragazzi dell’indirizzo Figurativo

 prof.ssa Tiziana Fumagalli

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